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dell'impero romano cap. xli. 389

Regio che non possedeva più le reliquie di S. Agostino1. La stagione avanzata e la certa notizia che i Vandali eran fuggiti agl’inaccessibili paesi de’ Mori, determinò Belisario ad abbandonarne l’inutil ricerca, ed a stabilire in Cartagine i suoi quartieri d’inverno. Di là mandò il principale suo Luogotenente ad informare l’Imperatore, che nello spazio di tre mesi egli aveva compito la conquista dell’Affrica.

[A. 534] Belisario diceva il vero. I Vandali, che sopravvissero, cederono senz’altra resistenza le armi e la libertà: i contorni di Cartagine si sottomisero alla sua presenza; e le Province più lontane furono l’una dopo l’altra soggiogate dalla fama della sua vittoria. Tripoli si confermò nel volontario suo omaggio; la Sardegna e la Corsica s’arresero ad un Ufiziale, che invece della spada portò la testa del bravo Zanone; e le Isole di Maiorca, Minorca ed Ivica acconsentirono di rimanere un’umile appendice del Regno affricano. Cesarea, Città Reale che in una Geografia non tanto rigorosa può confondersi colla moderna Algeri, era

  1. Le reliquie di S. Agostino da’ Vescovi Affricani furon trasportate al loro esilio di Sardegna (an. 500), e nell’ VIII secolo fu creduto che Liutprando Re de’ Longobardi le trasferisse (an. 721) da Sardegna a Pavia. Nell’anno 1695 i Frati Agostiniani di quella Città trovarono una volta di mattoni, un’urna di marmo, una cassa d’argento, delle involture di seta, delle ossa, del sangue ec., e forse un’Iscrizione d’Agostino in caratteri Gotici. Ma quest’utile scoperta è stata contrastata dalla ragione, e dalla gelosia (Baronio Annal. an. 725 n. 2, 9. Tillemont Mem. Eccles. Tom. XIII p. 944. Montfaucon Diar. Ital. p. 26, 30, Muratori Antiq. Ital. med. aevi Tom. V Dissert. LVIII p. 9, che ne aveva composto un Trattato a parte, prima che si facesse il Decreto del Vescovo di Pavia, e del Pontefice Benedetto XIII).