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dell'impero romano cap. xl. 351

somministrò un’annua rendita, che in otto secoli appoco appoco s’accrebbe da tre fino a mille monete d’oro1. Le scuole d’Atene furon protette dal più saggio e virtuoso fra’ Principi Romani; la libreria che fondò Adriano, fu collocata in un Portico adorno di pitture, di statue, e d’un tetto d’alabastro, e sostenuto da cento colonne di marmo Frigio. L’animo generoso degli Antonini assegnò de’ pubblici stipendi; ed ogni Professore di Politica, di Rettorica e di Filosofia Platonica, Peripatetica, Stoica ed Epicurea ne aveva uno di diecimila dramme, o di più di trecento lire sterline2. Dopo la morte di Marco, questi liberali doni, ed i privilegi annessi alle Cattedre delle scienze, furono aboliti e restaurati, diminuiti ed estesi; e sotto i successori di Costantino possono anche trovarsi dei vestigi di Real bontà; ma l’arbitraria loro scelta di qualche indegno soggetto potè indurre i Filosofi di Atene a desiderare i tempi d’indipendenza e di libertà3. Egli è da osservarsi che l’imparzial favore

    L. X segm. 16, 20 pag. 611, 612. Una sola Epistola (ad Familiar. XIII, 1) scuopre l’ingiustizia dell’Areopago, la fedeltà degli Epicurei, la destra urbanità di Cicerone, e la mescolanza di disprezzo e di stima, con cui i Senatori Romani riguardavano la Filosofia ed i Filosofi della Grecia.

  1. Damascius in vit. Isidori ap. Photium Cod. CCXLIII. p. 1054.
  2. Vedi Luciano (in Eunech. Tom. II. pag. 350-359 Ediz. Reitz), Filostrato (in Vit. Sophist. l. II c. 2), e Dione Cassio, o Zifilino (l. LXXI p. 1195) insieme co’ loro Editori Du Soul, Oleario, e Reimar, e soprattutto Salmasio (ad Hist. Aug. p. 72). Un giudizioso Filosofo (Smith Ricchezza delle nazioni Vol. II. p. 340-374) preferisce le libere contribuzioni degli studenti ad uno stipendio fisso pel Professore.
  3. Brucker Hist. Crit. Philos. Tom. II p. 310 ec.