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dell'impero romano cap. xl. 299

i paesi dell’oro e dell’argento; e le Città commercianti, nominate nella Geografia di Tolomeo, possono indicare che questa ricchezza non provenisse solo dalle miniere. La distanza in linea retta fra Sumatra e Ceylan è di circa trecento leghe; i navigatori Chinesi ed Indiani eran guidati dal volo degli uccelli, e da’ venti periodici, e si poteva traversare con sicurezza l’Oceano in navi quadrate, che in luogo di esser connesse col ferro, eran cucite insieme col forte filo dell’albero del cocco. Ceylan, Serendib, o Taprobana era divisa fra due Principi nemici uno de’ quali possedea le montagne, gli elefanti ed il luminoso carbonchio; e l’altro godeva le ricchezze più solide dell’industria domestica, del commercio estero, e dall’ampio porto Trinquemale, riceveva e rimandava le flotte dell’Oriente e dell’Occidente. In questa ospitale Isola, che era situata ad un egual distanza (come credevasi) dai rispettivi loro Paesi, i Mercanti di seta della China, che ne’ loro viaggi avevan caricato aloe, garofani, noci moscate e sandalo, mantenevano un libero e vantaggioso commercio con gli abitanti del Golfo Persico. I sudditi del gran Re esaltavano senz’alcun rivale il suo potere e la sua magnificenza; e quel Romano, che confuse la lor vanità, paragonando il miserabil suo conio con una medaglia d’oro dell’Imperatore Ana-

    dal Danville (Antiquité Geographique de l’Inde, specialmente a p. 161, 198). Si è migliorata la nostra Geografia dell’Indie per mezzo del commercio e della conquista: e si è schiarita dall’eccellenti Carte e Memorie del Maggior Rennel. S’egli estende la sfera delle sue ricerche con la medesima critica, sagacità e cognizione, succederà e forse sarà preferibile al primo fra’ moderni Geografi.