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dell'impero romano cap. xxxii 327

dizioni di questo trattato si rispettarono quasi per ottant’anni da’ successori di Costantino e d’Artaserse.

[A. 431-440] Da che s’incontrarono la prima volta le bandiere Romane e Partiche sulle rive dell’Eufrate, il Regno d’Armenia1 fu alternativamente oppresso da’ suoi formidabili protettori; e nel corso di quest’istoria si son già riferiti più avvenimenti, che fecero piegar la bilancia della pace e della guerra. Un vergognoso trattato avea ceduto l’Armenia all’ambizione di Sapore; e parve che la bilancia dalla parte della Persia preponderasse. Ma la reale stirpe degli Arsaci mal volentieri si sottomise alla casa di Sassan; i turbolenti Nobili sostennero, o tradirono l’ereditaria loro indipendenza; e la nazione era sempre attaccata a’ Principi Cristiani di Costantinopoli. Nel principio del quinto secolo l’Armenia fu divisa pel progresso della guerra e delle fazioni2; e tale non natural divisione preci-

  1. Questo racconto della rovina e divisione del regno di Armenia è presa dal terzo libro dell’Istoria Armena di Mosè di Corene. Mancante, com’egli è, d’ogni qualità di buono Istorico, la pratica de’ luoghi che ha, le sue passioni, ed i suoi pregiudizi, sono forti prove ch’egli era nativo e contemporaneo. Procopio (de Aedific. l. III. c. 1, 5) riferisce i medesimi fatti in una maniera molto diversa; ma io ho estratto le circostanze per loro stesse più probabili e meno contrarie a Mosè di Corene.
  2. Gli Armeni occidentali usavano la lingua ed i caratteri Greci ne’ loro ufizi di religione: ma i Persiani proibirono l’uso di quel nemico linguaggio nelle Province orientali, che furon costrette ad usare il Siriaco, sintatochè Mesrobe, nel principio del quinto secolo, inventò le lettere Armene, e fu successivamente fatta la versione della Bibbia in quella lingua; avvenimento, che rallentò l’unione della Chiesa e della nazione con Costantinopoli.