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dell'impero romano cap. xxxii 315

[A. 414-453] Ma i Romani erano da tanto tempo assuefatti all’autorità d’un Monarca, che la prima persona, anche fra le femmine della famiglia Imperiale, la qual dimostrò qualche coraggio o capacità, potè salire sul trono vacante di Teodosio. Pulcheria1 sua sorella, che aveva solo due anni più di lui, ricevè all’età di sedici anni il titolo d’Augusta; e benchè il suo favore fosse alle volte annuvolato dal capriccio o dal raggiro, continuò a governar l’Impero Orientale quasi quarant’anni, in tutta la lunga minorità del suo fratello, e, dopo la morte di questo, in suo proprio nome ed in quello di Marciano, suo nominale marito. Per un motivo o di prudenza o di religione abbracciò una vita celibe; e ad onta di alcuni dubbi sulla castità di Pulcheria2, questa risoluzione, ch’essa comunicò alle sue sorelle Arcadia e Marina, fu celebrata dal Mondo cristiano come il sublime sforzo d’un’eroica pietà. In presenza del Clero e del Popolo, le tre figlie d’Arcadio3 consacrarono a Dio la loro virginità; e l’ob-

  1. Sozomeno ha riempito tre capitoli con un magnifico panegirico di Pulcheria (l. IX. c. 1, 2, 3); ed il Tillemont (Mem. Eccl. Tom. XV. p. 171, 184) ha destinato un articolo a parte in onore di S. Pulcheria, vergine ed Imperatrice.
  2. Suida (Excerpt. p. 68 in script. Byzant.) pretende sulla fede dei Nestoriani che Pulcheria fosse sdegnata col lor fondatore, perchè questi avea censurato i legami di Pulcheria coll’avvenente Paolino e l’incesto di essa col fratello Teodosio.
  3. Vedi Du Cange Famil. Byzant. p. 70. Flaccilla sua figlia maggiore o morì prima d’Arcadio, o se visse fino all’anno 431 (Marcellin. Chron.), bisogna, che qualche difetto di mente o di corpo l’escludesse dagli onori del suo grado.