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dell'impero romano cap. viii. 291

di avvenimenti, procureremo di dar prima una idea del carattere, delle forze, e dei disegni di quelle nazioni, che vendicarono il fato di Annibale e di Mitridate.

Nei più antichi secoli del mondo, quando le selve che copriano l’Europa servivano di ritiro a pochi vagabondi selvaggi, gli abitatori dell’Asia erano già raccolti in città popolate, e ridotti sotto vasti Imperi, sedi delle arti, del lusso, e del dispotismo. Gli Assiri regnarono sull’Oriente1, finchè lo scettro di Nino e di Semiramide cadde dalle mani degl’infiacchiti loro successori. I Medi ed i Babilonesi si divisero il loro Impero, poi furono essi stessi assorbiti nella monarchia dei Persiani, le cui armi non poterono contenersi negli angusti confini dell’Asia. Serse, il discendente di Ciro, seguitato, come si dice, da due milioni d’uomini, invase la Grecia. Trentamila soldati, comandati da Alessandro, figliuolo di Filippo, a cui i Greci avean affidata la loro gloria e vendetta, bastarono per soggiogare la Persia. I Principi della famiglia di Seleuco usurparono e perderono l’Impero macedone dell’Oriente. Quasi nel tempo stesso che con un vergognoso trattato cedevano ai Romani il paese, che giace di qua dal monte Tauro, i Parti, oscura tribù d’origine scitica, li discacciarono da tutte le province dell’Asia superiore. La formidabile potenza dei Parti, che si stendeva dal-

  1. Un antico cronologista citato da Velleio Patercolo (l. 1. c. 6) osserva che gli Assiri, i Medi, i Persiani, ed i Macedoni regnarono nell’Asia per il corso di 1995 anni, dall’avvenimento di Nino alla disfatta di Antioco ad opera dei Romani. Siccome quest’ultimo memorabile successo seguì 289 anni avanti Gesù Cristo, il primo può riferirsi all’anno 2184 innanzi l’epoca suddetta. Le osservazioni astronomiche, trovate da Alessandro in Babilonia, cominciavano 50 anni prima.