Pagina:Gibbon - Storia della decadenza e rovina dell'Impero romano I.djvu/202


dell'impero romano cap. v. 165

so Pertinace un ambiguo ed altiero contegno, e subito si dichiarò contro l’usurpazione di Giuliano. Le convulsioni della Capitale davano un nuovo peso a’ suoi sentimenti, o piuttosto alle sue proteste di amore di patria. Un decente riguardo gl’impedì di prendere i pomposi titoli di Augusto e d’Imperatore; forse imitando l’esempio di Galba, che in una simile occasione si era dato il nome di luogotenente del Senato e del popolo1.

Il solo merito personale avea innalzato Pescennio Negro da una nascita oscura e da un oscuro stato al governo della Siria; impiego importante e lucroso, che in tempo di civil confusione gli dava un vicino prospetto dal trono. Sembra per altro che i suoi talenti fosser più adattati al secondo grado che al primo. Rivale troppo debole, sarebbe riuscito un eccellente generale di Severo, il quale ebbe bastante grandezza d’animo per adottare diverse utili istituzioni di un vinto nemico2. Nel suo governo, Negro si acquistò la stima dei soldati e l’amore dei provinciali. La sua rigida disciplina accrebbe il valore, e conservò l’obbedienza dei primi; mentre a’ voluttuosi Sirj rendevasi grato con la moderata fermezza del suo governo, e più ancora con l’affabilità delle sue maniere, e colla soddisfazione, che apparentemente dimostrava, assistendo alle loro frequenti e pompose feste3. Appena fu sparsa in Antiochia la nuova dell’atroce assassinio di Pertinace, i

  1. Svet. vita di Galba c. 10.
  2. Stor. Aug. p. 76.
  3. Erodiano l. 1I p. 68. La cronaca di Giovanni Malala di Antiochia mostra il grande zelo dei suoi concittadini per queste feste, che contentavano nel tempo stesso la lor superstizione ed il loro amore per i piaceri.