Pagina:Gibbon - Storia della decadenza e rovina dell'Impero romano I.djvu/192


dell'impero romano. 155


CAPITOLO V.

I Pretoriani vendono pubblicamente l’impero a Didio Giuliano. Clodio Albino nella Britannia, Pescennio Negro nella Siria, e Settimo Severo nella Pannonia si dichiarano contro gli assassini di Pertinace. Guerre civili e vittorie di Severo sopra i suoi tre rivali. Rilassamento della disciplina. Nuove massime di governo.

Il potere del brando riesce più sensibile In una estesa monarchia che in una piccola società. Han calcolato i più sperimentali politici, che niuno Stato, senza presto snervarsi, può mantenere più della centesima parte dei suoi sudditi in armi ed in ozio. Ma benchè questa relativa proporzione esser possa uniforme, la sua influenza sul resto della società dee variare secondo il grado della positiva sua forza. Sono inutili i vantaggi della scienza e della disciplina militare, se un numero competente di soldati non è Unito in un sol corpo, ed animato da un solo spirito. Questa unione sarebbe inefficace in una piccola truppa, ed impraticabile in un numerosissimo esercito; e l’azione della macchina sarebbe ugualmente distrutta o dall’estrema piccolezza o dall’eccessivo peso delle sue molle. Per confermare questa osservazione serve senza più il riflettere non esservi superiorità veruna di forza naturale, di armi artificiali, o di acquistata destrezza, che possa mettere un uomo nello stato di tenere iu soggezione costante un centinaio di suoi simili: il tiranno di una sola città o di un piccolo distretto beo presto si accorgerebbe che cento guer-