Pagina:Giacomelli - Dal diario di una samaritana, 1917.djvu/58


— 56 —

ricorderò sempre, perfino il mio ultimo sospiro, della cura che ha avuto verso di me, e un profondo ricordo anche delle altre Signorine. Le auguro a tutte un buon Natale, assieme a un buon principio d’anno, e con gran desiderio insieme tutti aspetteremo una bella e prossima Vittoria per la nostra cara Italia, che è il primo Giardino dell’Europa.

Salute e Pace per Sempre.


Li 6. — Ho letto dianzi, nell’ultimo numero della Nuova Antologia, un articolo di Magda Sindici, intitolato La guerra nelle Fiandre, vista da un’ambulanza. E’ una donna la quale visse eroicamente i primi mesi eroici del Belgio. Invidiabile sorte — recare il conforto e la vita là ove il dolore e la morte regnano sovrani, condividendo coi combattenti pericoli, sofferenze e fatiche.

Non parlerò qui di quel lavoro, denso di ricordi tragici e di pensiero profondo. Solo accenno l’episodio di un giovane disertore belga, che la donna animosa e pietosa aveva salvato dalla fucilazione, ottenendo fosse rinviato in prima e disperata linea, e d’onde le tornò morente. A vent’anni egli moriva felice, perchè la morte lo salvava dalle debolezze della vita e gli ridava l’onore.


Li 7. — Ieri avevamo finito di arredare la nostra sala di ritrovo. La biblioteca è stata — con libri, opuscoli e periodici, in parte comprati, in parte regalati — arricchita di molto, — sulle pareti alcune oleografie rappresentanti fatti storici, dalla battaglia di Legnano fino alla presa di Gorizia, una carta geografica, parecchi cartelli con mot-