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Al mio ottimo amico


Professore Angelo Vecchio.

Tu lo volesti, ed io ho compiuto l’Abrakadabra. Lo dedico a te, che mai non cessasti di insistere perchè io conducessi a termine questo bizzarro lavoro, tante volte ripreso e sospeso. — Ecco un libro, che ai più sembrerà una stravaganza, fors’anche una insensatezza. Tu, arguto e gentile, scoprirai in esso qualche seria intenzione, qualche tema sociale e politico degno di meditazione e di studi. Io ho pagato il mio debito a te ed ai pochi dei quali ho ambito la stima e l’affetto. Questo mi stava a cuore; del pubblico superficiale e svogliato poco mi preme. Ti ringrazio del bene che mi hai fatto incess-