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CAPITOLO VIII.

L'avvenire comincia a beffarsi del presente.

Conciliare la più ampia libertà individuale colle maggiori guarentigie di sicurezza e di ordine pubblico, ecco il principio a cui si informano tutte le istituzioni politiche e sociali dell’Unione Europea.

Il secolo precedente disputava di forme. Monarchia costituzionale o Repubblica, tale il dilemma rappresentato da due frazioni ugualmente ispirate da liberalismo.

Le moltitudini si lasciavano imporre dalla parola senza badare all’essenza. Ignare di storia o dimentiche, non comprendevano che la tirannia può prendere tutti i nomi e inalberare tutte le bandiere.

Si discuteva, si pugnava per le apparenze, per le etichette, per il timbro delle carte pubbliche.

L’Unione Europea riflette quegli antichi assurdi nei mirabili risultati della sua tolleranza. I capi dei dipartimenti, e perfino i capi dei comuni si chiamano capricciosamente Gran Proposti, Sindaci, Presidi, Re, Imperatori, Capo— famiglie, Padri, Czarri, Sultani, Borgomastri, Consoli, Dogi, Centurioni, Pretori, Custodi, Moderatori, Gonfalonieri, Istromenti, Bani, Governatori, Commissarii, ecc., ecc. Tanto è vero che la nuova civiltà non fa caso dei nomi.

Le attribuzioni di questi Capi, comunque si chiamino, sono perfettamente identiche. Vittorio Emanuele III re