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e obbedì alla voce del dovere, che gli imponeva la testimonianza legale:

— È lui!...

—Lui!!! — esclamò il Torresani — lui... a Milano!...

Ma il Capo di Sorveglianza non lasciò intravedere che un lampo della immensa sua gioia. Immediatamente egli congedò il conduttore, salì di nuovo in bigoncia, e adunati intorno a sé tutti i subalterni che durante l’interrogatorio erano rimasti sulle porticelle come altrettante cariatidi, riassunse con voce convulsa le sue deduzioni:

«Nella volante incriminata si trova il famigerato Antonio Casanova, altro dei graduati della setta di Equilibrio, ladro, falsario, truffatore, barattiere da giuoco, già processato in contumacia in due dipartimenti della Unione, privato d’ogni diritto di famiglia, e oggimai posto fuori della legge. Gli agenti di Sorveglianza hanno dunque sulla nave e sull’individuo il diritto di cattura e di esterminio, del quale possono prevalersi in ogni tempo e in qualsivoglia circostanza senza obbligo di intimazione. Il Compartimento di complicità è incaricato di segnalare la detta nave a tutti gli Uffizii dello Stato, trasmettendo a ciascun Uffizio una copia fotografica del veicolo, col ritratto del reo inassolvibile. Quanto poi all’altro individuo, parimenti affigliato alla setta degli equilibristi secondo ogni probabilità residente ora in Milano, noi possiamo constatare essere questi un celebre industriale da pochi giorni elevato al rango dei Primati dell’intelligenza, l’inventore della macchina per la pioggia artificiale, noto attualmente sotto il nome di Albani Redento. Non risulta dai nostri cataloghi verun delitto a di lui carico, ed essendo l’Albani nel suo pieno diritto di percorrere ed abitare a suo beneplacito tutti i dipartimenti della Unione, noi non ci terremo obbligati ad esercitare