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550Tal d’armi carco, e d’importabil soma
Il soldato roman con piè robusto
La marcia affretta, e inaspettato il campo
Pianta, e già sta de l’inimico a fronte.

     Ma ne la Scizia non così, nè presso
555A la mëotic’onda, o dove l’Istro
Torbido volge al mar le bionde arene,
O dove l’alto Rodope piegando
Fin sotto al polo borëal s’allunga.
Ivi non mai da le rinchiuse stalle
560Escon gli armenti; e non appar su i campi
Erba, o fronda su gli alberi, ma sotto
Monti di neve desolata giace
La terra intorno, e d’aspro gel coperta,
Che alto a più braccia sovra lei s’indura.
565Perpetuo regna ivi l’inverno, e soffia
Il freddo coro, nè da l’äer tristo
Mai le pallide nebbie il sol dirada,
O ch’ei dal mar col luminoso carro
In alto ascenda, o che nel mar tramonti.
570In dure lastre de i correnti fiumi
Stringesi l’onda, e immobile sul dorso
Sostien le ferree ruote, ospite pria
Di lievi barche, or di stridenti carri.
Ampio specchio di lubrico cristallo