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525Assorda e il ciel la querula cicala,
A ber le guiderai la limpid’onda
Che per lungo canal d’elci scavate
Da i pozzi scorre, o dal vicino lago.
Ma nel meriggio ombrosa valle e fresca
530Trovar procura, ove i fronzuti rami
Ampia distende antica quercia, o dove
Di folt’elci nereggia il bosco opaco.
E finalmente al tramontar del sole
Abbeverarle, e pascere di nuovo
535Devi, quando il calor tempra del giorno
Espero, e spunta a ristorare i prati
L’umida luna, e già cantar sul lido
L’alcïon s’ode, e il cardellin fra i dumi.

     E a che dir qui de’ nomadi pastori
540Gli usi diversi, e i pascoli, ed i rari
Ne l’inospito suol sparsi tugurii?
Spesso l’errante greggia e notte e giorno
Per quelle solitudini pascendo
Sen va gl’interi mesi, a nudo cielo,
545Senza tetto incontrar, tanto si stende
La deserta pianura! E tutto quindi
Porta con se quanto a la vita è d’uopo
L’affricano pastor, gli arnesi, e i lari,
E la capanna, e la faretra, e il cane.