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adelaide di savoia 255

strare una gagliarda vivacità nei momenti più gravi e difficili, e quanto caldo e generoso fosse il suo cuore, cose che facevano vivo contrasto colla superstiziosa ed astiosa crudeltà del popolo, di cui il destino l’aveva posta a capo. E mai l’ambizione fece che Adelaide disgiungesse le cure affettuose per la prole da quelle per le faccende politiche, quando, a suo tempo, potè prendervi parte; giacché quel che la rende oltre ogni dire simpatica, è la bontà e la profondità dei suoi affetti familiari. La sua vita politica si distingue in ciò, che amò fortemente la famiglia sua e l’Italia, e che desiderò e lavorò sempre pel bene di quella, del marito e dei figli. Essa, per più di venti anni, e malgrado molti contrasti, fu l’anello che unì due popoli e due Case di indole e di costumi tanto diversi, e seppe procacciarsi una fama che neppure oggidì è spenta a Monaco. Aveva il desiderio di fare, ed era felice quando poteva fare. Sentiva altamente la dignità, e si sdegnò quando Mazzarino ebbe l’audacia di proporre per moglie a suo fratello, la nipote Olimpia Mancini, che poi sposò il principe Eugenio di Carignano.

Alla prima Dieta a cui intervenne, le riuscì, coll’aiuto del marito, di ottenere finalmente l’investitura del Monferrato per suo fratello; e si adoperava poi per la elezione all’Impero del marito, ma questi invece vi rinunziò sul più bello.

Ho accennato più sopra a dispiaceri e dolori gravissimi da lei sofferti; infatti dei suoi molti figli non gliene sopravvissero che tre; perde la madre quando