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adelaide di savoia 251

dovranno passare tutte quelle dimostrazioni di stima, di affetto e di riverenza che possono essere bastevoli per levare ogni impressione che essa potesse concepire di mutazione di governo o di perdita d’autorità. Rendersi capace dello stato delle cose (sulla cognizione degli affari), cioè, che forze, che ampiezza di Stato, che denaro accumulato, che entrate, che spese, che aderenze, che parentele, che obbligazioni di unione, che amicizie, che sudditi, di che qualità, del genio, del talento di quelli, per accomodare la sua stima e le sue grazie conforme alla capacità loro. Nelle simpatie politiche mostrarsi indifferente, ma totalmente indirizzata al vantaggio del marito, non lasciando però di cooperare per la casa paterna, ecc.».

Del resto Adelaide aveva cuore eccellente, animo generoso e leale, pronta al beneficio come ognuno di sua famiglia, e vi era in lei stoffa da trarne una donna d’alto pensare ed egregia, come poi fu. Intanto però anche col marito, taciturno ma buono, era permalosa, e ciò faceva impensierire l’Elettrice, che cercava ogni mezzo per svagarla. Era la principessa una creatura che non poteva vivere nell’inazione; sarebbe stata felice se avesse dovuto guadagnarsi il pane lavorando, o non se ne fosse fatta una personalità troppo presto. Confortata però dalle lettere della madre, e dai buoni consigli del confessore, a crearsi uno scopo all’esistenza per viver meglio, tentò la prova e riuscì.

Ed una volta preso il suo partito, e dedicatasi alla lettura dei libri che la madre le inviava (con guanti