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giacchi, perchè da lui indicato come scritto da ser Geri da Rabatta il quale di sua mano notò il proprio nome a carte 32; ed anticamente posseduto da Bernardo di Giovanni Speziale, siccome si ha alla carta 25. Porta il seguente titolo in fronte: Questo libro tratta degli avvertimenti dati da’ dicitori che vogliono parlare con parola buona, composta, ordinata et ornata et in sulle proposte sapere consigliare e lo detto suo puntualmente profferire rechato a cierto ordine per messer bono di messer giambone ad utilità di coloro cui è piacere di leggere. — Ed in fine: Qui è finita la rettorica di Tulio la quale messer Bono Giamboni giudicie di legge e buono, huomo recò in volgare, perchè n’avessero diletto in quanto si potesse gli uomini laici, che hanno valente intendimento la quale rettorica volgarizzata fra Guido da Bologna si vantò, si come si trova scritto che l’avea volgarezzata egli, e traspose la parte di dietro dinanzi per diversi modi.» Lo citeremo colla lettera F.

Ed ora passiamo alla biblioteca Nazionale, dove sono conservati due bellissimi esemplari in pergamena di quest’opera. Il primo è membranaceo in folio segnato nella classe VI, P IV, 123, probabilmente scritto sulla fine del secolo XIII per la somiglianza di caratteri col cod. A o al più sul principio del secolo XIV, sebbene siano le lettere alquanto più sottilmente tracciate. Esso è formato di 32 pagine, delle quali 22 sono occupate dalla rettorica, infine della quale havvi una specie di tavola sinottica, ricavata dalla dottrina trattata nell’ultima parte della rettorica, come appresso.