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capitolo xxv 117


prime truppe del mondo non presentano perdite più considerevoli in proporzione.

Il generale Medici, come abbiam detto, avea marciato per la costa settentrionale della Sicilia, da Palermo verso lo stretto di Messina, colla sua divisione, ed il generale borbonico Bosco con uno scelto corpo delle tre armi, superiore al nostro per le posizioni ed il numero, intercettava la strada principale appoggiandosi alla fortezza e città di Melazzo.

Già alcuni piccoli scontri erano accaduti nelle vicinanze di detta città. I nostri vi si eran condotti colla solita bravura, ed i cacciatori di Bosco non avean mancato alla loro riputazione.

Informato dal generale Medici della situazione, io profittai dell’arrivo a Palermo d’un corpo di volontari giunti in quel giorno dal continente e condotti dal generale Corte. Non permisi lo sbarco di quel corpo, e dalla capitale lo feci dirigere subito verso Melazzo.

M’imbarcai io stesso, e giunto al campo del generale Medici a Barcellona (mi sembra), si combinò di attaccare i nemici all’alba del giorno seguente.

L’alba del 20 luglio trovò i figli della libertà italiana impegnati coi Borbonici a mezzogiorno di Melazzo, ed impegnati in modo molto favorevole pei mercenari.

Praticissimi del terreno, i nemici aveano con molta sagacia profittato di qualunque accidentalità di quei ricchissimi campi. La loro destra