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Cincinnati, non più per aggiogar le nazioni, ma per chiamarle alla fratellanza universale.

Nel tuo seno sono convenuti, è vero, i due genii malefici all’umanità, l’impostura e la tirannide, ma che monta? cadranno davanti alla fatale spada della giustizia.

I popoli camminano a passo di testuggine, è vero, ma progrediscono1; quei signori che un giorno non avrebbero degnato la plebe d’uno sguardo, oggi l’accarezzano per timore che si ricordi dell’insanguinato loro albero genealogico e della propria potenza. — Potenza! ma..... potenza del bue o del cammello.

In una delle aule del Vaticano, ove il generale dei Gesuiti (generale, eh!..... non c’è male per i modesti sedicenti discepoli del Giusto!) teneva il suo ufficio, eran adunati in tre: il generale, il suo primo segretario, pezzo grosso, ed il nostro conosciuto monsignor Corvo che li valeva tutti e due per malvagità ed astuzia.

I tre si sedettero e misuraronsi coll’occhio volpino, da capo a piedi, senza un sorriso, perchè cotesta è gente che non sorride, nemmeno coll’amante, o se sorride qualche volta, quello è sorriso del coccodrillo. Essa non ama, non compiange, ma odia con tutta l’intensità di cui è capace il cuor umano, e sacrifica, se fosse nelle

  1. Non si esageri però - e si stia cauti contro la gramigna - prete. Nizza avea un convento nel 1860; oggi ne ha ventinove. Al prete basta un letamaio monarchico qualunque per ingrassare gl’infernali suoi semi e farli prosperare.