Pagina:Garibaldi - Clelia.djvu/65


CAPITOLO X.

L’ORFANA.

Quando Silvio colla disperazione nch’anima ebbe raccolto la povera Camilla nel Colosseo e la condusse verso la casa di Marcello non una parola fu articolata dai due durante il viaggio.

Silvio aveva un cuore d’angelo — egli sapeva che la società tollera ogni specie d’impudicizia, colla sola condizione che le apparenze si salvino; — ma che si mostra inesorabile contro l’errore d’una fanciulla — sia essa stata la vittima dell’insidia o della violenza. Egli sapeva che mercè questo pregiudizio — passeggia a fronte alta il delitto, e vilipesa è l’innocenza tradita — ed in cuor suo protestava contro questa evidente ingiustizia. Egli che aveva tanto amato la sua Camilla e che la ritrovava ora sì infelice — poteva egli non impietosirsi alla sua sorte? — Oh! anche in questa terribile notte egli avrebbe difeso la povera fanciulla contro un esercito!