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il sotterraneo. 459


oggetti conteneva da rubare — non curandosi del sudicio lavatojo — donde eran fuggiti i superstiti difensori della libertà italiana. — Ma il mattino — vedendo che lo stabilimento altro non conteneva che cadaveri — venne loro il dubbio della sotterranea fuga.

Cercarono — frugarono — e trovarono finalmente la porta salvatrice — ma — il tempo trascorso — quello impiegato nell’abbattere le sbarre — e il tempo per organizzare un’entrata regolare e cauta nelle tenebre — diedero agio ai fuggitivi di mettersi in salvo dalla persecuzione.


Nei primi di Novembre 1867 — scendevano alla stazione di Livorno — tre donne — un vecchio — ed un garzone sul fiore degli anni.

Con quella dolente famiglia — stava una di quelle figlie di Albione — che — quantunque mestissima — e vestita a lutto — vi avrebbe fatto sentire la beatitudine della vita con un solo suo sguardo. —

La sua dama di compagnia — non men bella — non meno mesta — mostrava nei lineamenti del volto quella squisitezza donnesca — che Raffaello aveva amato nella Fornarina. —

La terza pure di quelle donne era bella. —