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394 il governo del monaco.


«Qui bisogna ordinare la marcia — pensai tra me — e spinger la vecchia in capofila. — Ingiunsi alle mie giovani compagne di seguire in retroguardia — e dando il lume alla badessa — senza cerimonia le dissi: Avanti!

«Questa è la scala di contrabbando — pensavo io — e quanti di quei neri e luridi scorpioni — a sottane — saranno venuti a sfamare le loro libidini in questi ginecei! — E le povere famiglie che credevano d’inviare le loro figliuole in questi asili di purezza per educarle!

«Ma pensavo pure: oggi non hanno più bisogno di entrare furtivamente nei sotterranei — oggi quegli scellerati hanno più facile l’ingresso e — la sfacciataggine — per giungere, fino alle loro vittime. —