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il racconto. 379


si erano consultati col solitario — sul modo di comunicare alla sorella l’avvenimento fatale — ed egli chiamato Orazio e la sposa nella propria stanza — aveva data loro la ingrata e dolorosa notizia. —

Gasparo — di tutti il più addolorato, dopo Irene — avea col racquisto del luogotenente — trovato refrigerio al suo dolore — e si sentiva mosso dalla smania di udire le avventure di lui — che credeva perduto per sempre.

Ecco dunque i due ex-banditi — riuniti a stretto colloquio nell’Albergo Vittoria nella stanza di Gasparo. — Dopo un mondo d’interrogazioni e di risposte — per lo più a monosillabi — non essendo l’oratoria, lo studio prediletto dei briganti — gente più manesca, che ciarlona — il luogotenente così cominciò:

«Dopo che voi mi diceste, mio caro capitano — che eravate annoiato della vita brigantesca — e disposto di ritornare privato — dal che vi sconsigliai — se ben ricordate — io continuai le solite scorrerie — senza però — mai allontanarmi dai saggi vostri precetti. — Spogliare i potenti e sollevare i miseri. — I nostri compagni, formati alla vostra scuola, pochi motivi mi