Pagina:Garibaldi - Clelia.djvu/376

362 il governo del monaco.


I popoli della terra portarono per contraccambio ai loro tirarmi servitù, rovine, miserie.

Il continuatore degli Attila e dei Totila — non men depredatore di loro — gettossi lui pure sulla facile preda — e palpitò di gioja il fallace suo cuore — mentre la stringeva tra le ugne!

Che bell’appannaggio al crescente principino!... Parodia del gran zio — ci vuol altro! — Alle grandi opere, si richiede un alto cuore: — ed il figlio dell’ammiraglio olandese1 sortì cuore piccino, e codardo! Eppure in tutti gli atti della sua vita, si scorge la presunzione d’imitare lo zio — ma nella stesso tempo si vede la mancanza di energia. di genio — per l’esecuzione.

I barbari antichi conquistarono e fecero un mucchio di rovine — della superba conquistatrice. — il moderno barbaro» — il devoto camuffato da gesuita — non distrusse, non ruinò — ma considerò roba propria la grande preda. — Poi, indebolito dalle lascivie e dagli anni, — scosse sino alle fondamenta l’insanguinato suo trono — dalle fallite imprese americane — ove avea tentato — il malvagia — di dare il colpo di grazia al santuario

  1. Si dice il Bonaparte III figlio di un Ammiraglio Olandese.