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la bella irene 179


«ma la parola Addio quasi scintilla elettrica m’infiammò — corsi a lui — e fermati! dissi: prendendolo per il braccio e riconducendolo al sedile. — Tu sei mio! tu devi essere mio, gridai, ed io tua!... per tutta la vita! — Sì! io voglio essere tua in eterno! e mi abbandonai così dicendo nelle braccia di lui.

«Dopo pochi giorni di preparativi io seguiva Orazio in questa foresta — e qui dimoro da più anni. — Non dirò, — per essere esatta nella mia storia, — che sono perfettamente felice — No! provo un’afflizione — l’unica — quella di aver forse accelerata la morte del mio vecchio ed amoroso genitore.» — Qui una lacrima rigava la guancia bellissima della regina della foresta.

Silvia, quantunque stanca, non aveva potuto a meno di prestare attenzione all’interessante istoria dell’amabile ospite — Clelia non ne aveva perduta una parola. — Quante volte durante la narrazione non era essa stata sul punto di esclamare: — il mio Attilio anch’esso è bello, valoroso, degno d’essere amato di un simile amore! Sì! il mio Attilio! — mio! essa ripeteva a sè stessa — intanto che Irene guidava alla loro stanza le due nuove amiche.