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Mir weningstens erscheinen die beschviebenen Versuche in hohem Grade geeignet, Zweifel an der Identität von Licht, strahlender Wärme und electrodynamischer Wellenbewegung zu beseitigen.

Hertz, Untersuchungen, p. 196.

Dire di Enrico Hertz, apprezzare la portata della sua opera scientifica pochi giorni dopo che il geniale uomo è sceso nella tomba può sembrare cosa prematura; avviene degli uomini come lui, come delle montagne alte che solo da lungi è possibile abbracciarne l’immensità: il tempo è all’occhio dello spirito quello che lo spazio all’occhio materiale.

Il compito è anche più grave nel caso che ci occupa per ciò che Hertz non si intende, come pensatore, isolato: è l’intera opera di Faraday e di Maxwell che trova per mano d’Hertz il suo compimento, costituendo quasi un gigantesco sillogismo di cui quei primi pongono come le premesse e il terzo deduce la mirabile conclusione.

Ad ogni modo è dato anche a noi suoi contemporanei riandare le sue scoperte ed intenderne l’importanza; di più è un pietoso dovere, per chi ebbe la fortuna di conoscerlo da vicino, ricordare che in lui la bontà dell’uomo non era minore del genio dello scienziato.