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tere fuori le mani. Non c’è mai stato verso... mai... mai...

— T’ha preso il nervoso stamane?

— Sfido io! guarda l’orologio, son già le otto; presto, il mio fazzoletto bianco, quello delle feste... il mio fazzoletto turchino, quello per il naso... il fazzoletto rosso, di seta, per il sudore... dopo sette anni di matrimonio ho sempre da chiedere le stesse cose. Agenore, sei pronto?... il mio bastone! dammi la chiave del portone... me la voglio cucire in tasca! non c’è caso che vi ricordiate di darmela... Agenore, sei pronto?... l’astuccio degli occhiali... dov’è... non si trova mai... già! l’avrete dato al ragazzo per baloccarsi, si capisce!... questa casa è un inferno... dammi un giornale.

— Per che farne?

— Dammi un giornale vecchio.... non si sa mai.... quando c’è dei ragazzi.... Dio, come stirano queste bretelle! e il gilet poi