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capo secondo 27


lege, pretium haberet». Ed in simil guisa gli aristotelici, da’ quali il corpo de’ moralisti e de’ giurisconsulti si può dire costituito, ragionano. Quanto giuste sieno tali conseguenze, posto vero quel fondamento, è manifesto. Quanto possano essere fatali e produttrici di pianto ad un popolo, non vorrei che l’esperienza propria ce lo avesse mai a dimostrare. Ma a queste opinioni non si può contraddire senza distruggerne la base. Quindi io non so, nè giungo a capire, come sia stato possibile che Giovanni Locke, il Davanzati, il Broggia, l’autore dell’opera Sul commercio e l’altro di quella Dello spirito delle leggi, con altri non pochi, non negando il primo principio, abbiano avuti contrari sentimenti e solidamente edificato sopra un falso fondamento, senza sentire nè la debolezza di questo nè il vacillamento di quello. Perciò io, prima d’ogni altro, con ogni mio studio m’ingegnerò dimostrare quello, onde vivo da gran tempo persuaso, che non solo i metalli componenti la moneta, ma ogni altra cosa al mondo, niuna eccettuandone, ha il suo naturale valore, da principi certi, generali e costanti derivato; che nè il capriccio, nè la legge, nè il principe e nè altra cosa può far violenza a questi principi e al loro effetto; e infine che nella stima gli uomini, come gli scolastici dicono, «passive se habent». Sopra queste basi qualunque edifizio s’innalzerá, sará durevole e sempiterno. Perdonerá il lettore qualunque lunghezza mia all’importanza della materia; e, quando ne volesse incolpar me, ne incolpi con piti ragioncquelPinfinito numero di scrittori, che una tanta veritá o non ha conosciuto o non ha voluto, come si conveniva, dimostrare.

Il valore delle cose (giacchè io di tutte generalmente ragiono) è da molti definito la stima che di esse hanno gli uomini; ma forse queste voci non risvegliano un’idea piú chiara e distinta di quel che le prime facessero. Perciò si potria dire che la stima, o sia il valore, è una idea di proporzione tra ’l possesso d’una cosa e quello d’un’altra nel concetto d’un uomo. Cosí, quando si dice che dieci staia di grano vagliono quanto una botte di vino, si esprime una proporzione d’egualitá fra l’aver l’una cosa o l’altra; onde è che gli uomini, oculatissimi sempre a non essere de’ propri piaceri defraudati, l’una