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del mandorlo. 177

della loro lunghezza. Questa operazione generalmente non può farsi che due volte sulla stessa pianta, perchè in seguito non potrebbe più dirsi languente ma deperente.

§ 887. La maturanza delle mandorle si riconosce dall’aprirsi del pericarpo carnoso. Si colgono battendo i rami colle canne; si leva loro interamente il pericarpo che può servire pel bestiame; e per meglio conservarle si lasciano nel loro guscio. Le mandorle a guscio fino sono spedite nel commercio tali e quali; e quelle a guscio duro vengono estratte; la fatica di romperne i gusci è compensata dal loro residuo che è un ottimo combustibile.

Una pianta già adulta e ben regolata può dare sei chilogrammi di mandorle prive del guscio, le quali in Provenza si vendono un franco al chilogrammo. Da qui veggasi l’utile che se ne ritrarrebbe se in Italia, quando anche nella parte settentrionale si pensasse a coltivare il mandorlo.

§ 888. La malattia principale che attacca il mandorlo è la gomma, malattia comune a tutti gli alberi con frutta a nocciuolo. La gomma si raccoglie e si rende visibile sui rami ove siavi una ferita dalla quale trasuda sotto l’aspetto di una gomma gelatinosa, che col tempo indurisce; ove questa trasuda, l’epidermide e la corteccia perdono la vita, e per conseguenza il più delle volte la parte che sta al dissopra del trasudamento dissecca e perisce intieramente.

Spesso la gomma è dovuta al taglio troppo corto fatto alla pianta, per il che v’ha maggior quantità di umore assorbito che di rami da nutrire. In tal caso il rimedio è ovvio, e, consiste nell’accorciare di meno i rametti da legno.

Questa secrezione si manifesta di preferenza nei luoghi umidi, e soprattutto in seguito ai rapidi cambiamenti di temperatura. Nelle piante vecchie i seccumi del legno ed i tratti di corteccia indurita sono causa d’impedimento al libero corso del succhio, il quale trattenuto trasuda da qualche screpolatura. — Il togliere sino al vivo e sano le parti infette o disseccate, e levar via il trasudamento gommoso sono gli unici rimedi che valgano contro quella malattia.

Fra gl’insetti che vivono a danno del mandorlo vi ha la farfalla del cratego (pieris crataegi), la di cui larva mangiandone le foglie promuove la caduta dei frutti. Si distrugge questa farfalla raccogliendo certi fiocchi setolosi lunghi 0m,7 circa, uniti e circondanti fortemente il legno dei rami, questi