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146 malattie dell’ulivo.

ulivo dà una proporzione maggiore di olio, variante tra il 0,15 ed il 0,20 per %.

malattie dell’ulivo.

§ 876. L’ulivo va soggetto a molte cause di deperimento; fra le quali è da notarsi per la prima il freddo.

Il gelo quando il tempo sia asciutto non è tanto dannoso all’ulivo quanto un pronto disgelo od un leggier freddo dopo la pioggia. Se poi la pianta ha cominciato a mettere in movimento l’umore, allora un sol grado sotto lo zero basta ad arrecare grandissimo danno.

I danni portati dal freddo si possono riconoscere soltanto nell’aprile o nel maggio quando incominciano ad ingrossare le gemme, ed è allora che vedesi ciò che resta a fare. — Se l’ulivo ha perduto soltanto le foglie, basta il diradare un poco più del solito i giovani rami; in quell’anno porta pochissimi frutti, ma rimettendosi entro l’annata, nella seguente fruttifica abbondantemente. — Se i soli rami d’un anno perirono pel freddo, si devono levare; accorciando un poco anche i rami principali, onde si riforniscano di nuovi ramicelli: e se invece soffersero i grossi rami, devonsi tagliare sul vivo un poco al dissotto della porzione morta. Talvolta bisogna tagliarli fin presso il tronco, ed è necessario in seguito formare nuovamente il capo della pianta coi giovani getti che sorgono dalla testa del tronco, togliendo interamente quelli che sorgono più in basso, e specialmente quelli della base.

Lo stesso dicasi allorquando si è obbligati di tagliare anche parte del tronco, nel qual caso o se ne forma il capo appena sopra il taglio, se è ancora discretamente alto il tronco rimasto, oppure lo si innalza con un vigoroso ramo laterale sino a quell’altezza cui voglionsi stabilire le principali diramazioni. — In tutti questi casi se è bene sopprimere immediatamente i getti della base e quelli che sorgono sul tronco, e che non servono alla formazione del capo della pianta, giova altresì andar cauti nel levare quei getti che sorgono in alto sebbene non debbano in seguito essere conservati, poichè la pianta così fortemente mutilata abbisogna di uno sfogo all’umore che in gran copia assorbono le radici, le quali riescono in una proporzione molto maggiore dei rami, altrimenti la pianta perirebbe quasi apopletica per una specie di congestione.

Questi getti adunque si dovranno spuntare, onde non vegetino a scapito di quelli che voglionsi conservare, e si ta-