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del popone. 115

un clima caldo. 4° Popone d’inverno, a scorza verde o gialla, carne bianca, dolcissima e fragrante, e che pure vuole un clima molto caldo. 5.° Popone rampichino, piccolo, arrampicante, e che vuole grossi rami cui avviticchiarsi.

In Lombardia il popone sebbene sia coltivato in grande e con grandissimo vantaggio, pure i frutti che quivi si raccolgono non sono punto paragonabili a quelli dell’Italia meridionale, e singolarmente a quelli d’inverno che ci vengono dalla Sicilia. Ciononpertanto in questo paese la coltivazione del popone può dirsi abbastanza accurata, e servibile di norma anche a climi migliori.

Il terreno che ordinariamente vien scelto per questa coltivazione, è un terreno sciolto, vegetale-calcare-siliceo-argilloso, lavorato diligentemente e profondamente una volta avanti l’inverno. Il terreno de’ prati rotti è quello che dà migliori prodotti. Anche il terreno grasso e riposato serve sufficientemente.

Utile sarà quando il terreno possa irrigarsi, ma infinitamente meglio sarà che, per la qualità della terra e per la natura del concime, possa risparmiarsi l’uso dell 1 acqua, poichè il popone esige un’umidità assai minore del cocomero, e non dà frutti abbondanti e saporiti se non quando la stagione sia calda e non molto piovosa, ossia che il terreno sia piuttosto asciutto, senza essere arido.

Il concime più adattato pel popone è il letame da staila ben scomposto, la colombina, il nero di raffineria ed il guano mescolati tutti ad un poco di cenere lisciviata.

Lavorata la terra avanti l’inverno, avendola concimata dapprima con letame grosso, la si lavora nuovamente in primavera, quando la temperatura media sia giunta a +12°, dividendola in aiuole di 1m,50 di larghezza, disposte in direzione della pendenza del campo e possibilmente da mezzogiorno a tramontana. Su queste ajuole si faranno tante buche alla distanza di 1m,50, in modo che quelle d’una fila riescano di contro allo spazio intermedio fra due della linea vicina. In queste buche si rimetterà la terra frammischiandola a letame ben consumato di stalla, oppure a colombina, guano o nero di raffineria, mettendovi da quattro a sei semi di popone per ciascuna. Nati i semi le pianticelle si ridurranno a due sole, le meglio disposte, per ogni buca, zappando la terra all’intorno anche per togliere le cattive erbe. Indi si procederà alla cimatura o castrazione, nei modi che abbiamo indicati pel cocomero, avvertendo di lasciare un numero mag-