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incontrastabili; e, se può essere un errore l’esagerarli, un errore assai maggiore è certamente quello di negarli affatto.

Teodoro de Saussure asserì pel primo che non tutto il carbonio delle piante proveniva dall’aria, ma che in parte vi arrivava dal terreno, sotto forma d’umus solubile nell’acqua. Egli avrebbe trovato, negli estratti di terricio fatti con acqua, una sostanza organica che le piante assorbono. Priestley, de Bonnet e Sennebier affermarono lo stesso: ma le sperienze del Saussure, riprese dal Bouchardat, diedero all’incontro risultati del tutto opposti, come si può vedere a pagina 151 delle sue Recherches sur la Végétation. Liebig. (Chimie appliq. à l’Agricult. 2.e edit.) nega pure le conclusioni di Saussure.

Risler pertanto, richiamando l’attenzione sulle sperienze di Carlo Sprengel, vorrebbe attribuire una grande azione all’acido umico contenuto negli estrati acquosi di terriccio, e così spiegare la sensibile differenza che passa fra i terreni che lo contengono, e quelli che ne sono sprovvisti. Secondo Sprengel, l’acido umico si combina più energicamente dell’acido carbonico a tutte le basi che si trovano nel terreno coltivabile; e le combinazioni risultanti sarebbero poi più solubili nell’acqua che nell’acido umico stesso, e più ancora nelle soluzioni ammoniacali che nell’acqua pura. — Come si vede, Sprengel, adottando l’assorbimento delle sostanze che servono alla nutrizione delle piante, ricorre ad un mezzo per spiegare la possibilità del loro disciogliersi. — Esso aggiunge che l’acido umico perde la solubilità a 0°, e l’aumenta a più elevata temperatura; quest’acido sarebbe avidissimo dell’acqua, potendone assorbire perfino il 95 per 0/0; coll’essicamento perde parimenti la solubilità, ed esposto all’aria si converte in acido carbonico ed acqua; combinato alle basi, si decompone più lentamente, lasciando dei carbonati per residuo. Questi diversi fenomeni pre-