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inorganiche, non già create da loro stesse, ma levate dal suolo. Le ceneri, che le piante abbandonavano per mezzo della combustione, rappresentare la quantità di questi materiali inorganici; i quali poi, pel numero, qualità e proporzioni, variavano da pianta a pianta, indicando con ciò un diverso bisogno. — Da tali semplici premesse risultava dunque evidente che, non essendo tutti i terreni dell’egual composizione, non tutte le piante potevano egualmente prosperarvi; e che una data coltivazione, ripetuta sullo stesso spazio di terreno, doveva più o meno prontamente esaurirlo di quei materiali inorganici che gli erano specialmente necessarj, lasciandovene altri, utili od indispensabili alla coltivazione d’una pianta diversa. Gli stessi principj diedero ragione dei diversi effetti della concimazione, a norma delle diverse sostanze adoperate, o delle diverse piante concimate, avendo essa per effetto il riparare le perdite fatte dal terreno, ed il fornirlo delle sostanze utili e speciali per ciascuna coltivazione. D’onde l’importanza dei concimi inorganici quasi finora sconosciuta.

Ecco pertanto ridotta al grado di scienza esatta l’agricoltura, la quale aveva sempre vagato nell’incerto, e largamente pagato una lunga sperienza, coi fallati prodotti o colle spese senza frutto. Ora la base è più complessa, ma e più sicura per chi l’abbia una volta conosciuta. Esattamente ora si spiegano gli effetti della rotazione, e della concimazione, conoscendosi l’intima composizione dei terreni e delle piante. — Appropriare le piante al terreno, o fornir questo artificialmente delle sostanze che quelle richiedono. Far succedere a piante che esigono alcune sostanze, piante che ne esigano di diverse, lasciando tempo al terreno di preparare nuovi materiali in sostituzione di quelli che furono levati, ecco le principali norme della concimazione e della rotazione.