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CAPITOLO XXI

Della caritá e dell'opere della misericordia corporali e spirituali.


       --Amor--diss'ella--è la cagione e 'l fine
       d'ogni vertú e d'ogni atto morale
       e delle cose umane e di divine.
       E tanto ogni vertú appo Dio vale,
   5   quanto ha d'amore; e quanto d'amor manca,
       convien che la vertú da bontá cale;
       ch'amore è volontá accesa e franca
       a voler fare; e, mentre l'amor dura,
       nell'operar la volontá mai stanca.
  10   E questo amor va sempre a dirittura,
       quando elegge per fine e per suo porto
       il Creatore e non la creatura.
       E cosí alcuna volta anco va torto,
       quando elegge per fine e per suo segno
  15   cosa che manca e che ha l'esser corto;
       onde, s'alcun prudenza, ovver lo 'ngegno,
       ovver iustizia, ovver mostri fortezza,
       ovver clemenza con atto benegno,
       e ciò facesse a fin d'aver ricchezza,
  20   non saría questo il buon amor, ch'i' ho detto,
       né quella caritá, che Dio apprezza;
       ché caritá è un amor perfetto,
       ed è dilezion contemplativa,
       che 'n ciò, che ama, ha Dio per suo obietto;
  25   ed ogni cosa, o che sia morta o viva,
       ama ed apprezza, in quanto è buona in Dio,
       e sopra tutto Lui, donde deriva.