Pagina:Frezzi, Federico – Il quadriregio, 1914 – BEIC 1824857.djvu/376


Soccorri tosto, o dolce nostra mamma,

  65   ed a pietá ver' noi il Signor piega
       per quello amor, che te di lui infiamma.
       Quando, o Regina, la tua voce priega,
       nel cospetto di Dio è tanto accetta,
       che nulla a tua domanda mai si niega.
  70   O donna sopra ogni altra benedetta,
       fa' ch'a noi venga il benedetto Frutto,
       che con tanto disio da noi s'aspetta.--
       Io stava ad ascoltar, attento tutto,
       le lor parole e le piatose note,
  75   mostranti insieme l'allegrezza e 'l lutto.
       E parte ancor dell'anime divote
       a coro a cor dicíen le letanie
       con pianto tal, che mi bagnò le gote.
       Ed alcun gl'inni, alcun le psalmodie,
  80   alcuni il Deprofundo e 'l Miserere
       dicíen con pianti e dolci melodie.
       Poi un gridò:--Oh! venite a vedere
       un, che 'nsú sale ed ha viva persona:
       e' dentr'al foco ha le sue membra intiere.--
  85   Come a messaggio, c'ha novella bona,
       corre la gente ed ognuno el domanda,
       ed ei risponde alquanto e non ragiona;
       cosí corríeno a me da ogni banda
       spiriti eletti quivi a farsi belli,
  90   sin ch'a felice stato Dio li manda.
       --Noi ti preghiam--dicíen--che ne favelli;
       dacché tu sei colle benigne scorte,
       non hai timor sentir nostri fragelli.
       Se tu non hai gustata ancor la morte,
  95   dinne se ancor al mondo tornerai,
       acciò che lá di noi novella porte.--
       La Spene e Caritá addomandai
       se volíen ch'io parlasse, ed assentîro:
       ond'io mi volsi a loro e m'arrestai.