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e disse:--Al cor contrito ed umiliato

       la porta Dio della pietá mai serra:
       sí quello sacrifizio a lui è grato.
       E, quando il peccator si getta in terra,
 140   di ogni pace Dio gli è grazioso,
       quantunque pria con lui avesse guerra;
       ché non è altro l'esser vizioso,
       se non contra sua legge andar superbo,
       contra l'ordin di Dio ire a ritroso.
 145   Per la superbia di chi 'l pomo acerbo
       gustò e stupefe' a' figli i denti,
       fece umanare Iddio l'eterno Verbo,
       a satisfar per quelle giuste genti,
       ch'eran nel limbo; e con martirio amaro
 150   fe' che dal suo Figliol fusson redenti.
       Or pensa quanto Dio ha l'uomo caro,
       da che ordinò che tanta maiestade
       a sua perdizion fêsse riparo.--
       Quand'ella disse a me tanta pietade
 155   e che Dio fece l'uom non per suo merto,
       ma per parteciparli sua bontade,
       io presi ardire e leva'mi sú erto
       e dissi:--Io non son servo, ma figliuolo
       del padre Dio, che tanto amor m'ha offerto.--
 160   Poi mi rivolsi per veder san Polo;
       e vidi lui e la Fe' con gran luce
       salir al cielo; e non mi lassôn solo,
       insin che dea Speranza ebbi per duce.


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