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Ancora alla iustizia s'appartiene

  65   render secondo l'opera a ciascuno
       il mal al male, e 'l premio dar al bene;
       ché ogni atto moral sempre è comuno
       allo spirito e al corpo, e insieme vanno
       ad ogni atto splendente ed anco al bruno.
  70   Se sol del mal lo spirto avesse affanno,
       potrebbe dire:--O Dio, se tu se' iusto,
       perché io solo del peccar n'ho 'l danno?
       perché solo sto io nel fuoco adusto?
       perché no' 'l corpo, dacché la dolcezza
  75   ebbe degli occhi, del tatto e del gusto?--
       Cosí li santi, i quali ebbon fortezza
       tanta, che i sensi fenno consenzienti
       alli martíri, affanni ed all'asprezza,
       potrebbon dire:--O Dio, ché non contenti
  80   noi delli corpi nostri, ch'a' martíri
       ne seguîr volentieri ed a' tormenti?--
       Quando questo dicea, gravi sospiri
       udii nel tempio; e parve ch'ogni morto
       avesse a suscitar mille desiri.
  85   85--Vendica il nostro sangue, sparto a torto
       --diceano,--o Dio, non véi ch'ognun desia
       di rivestirsi i corpi omai 'l conforto?
       Non ch'in noi voglia di vendetta sia,
       cosí preghiam; ma per aver la vesta
  90   de' corpi, a noi natural compagnia.
       Acciò ch'elli con noi abbian la festa,
       perché 'l Iudizio, o Signor, non affretti?
       perché non fai la vendetta piú presta?--
       Risposto fu:--Da voi tanto s'aspetti,
  95   che il numero si compia di coloro,
       che son da Dio con voi nel cielo eletti,
       insin che fatto sia tutto il ristoro
       de' piovuti da ciel primi arroganti,
       che fûn cacciati dal celeste coro.--

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