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       produce uccelli e quel, del qual nutríche
       gli animal suoi, e produce ogni pomo,
  30   mentre il sol volge tra le rote obliche.
       E tutto questo è fatto a fin dell'uomo;
       e l'uomo è fatto a rifar le ruine
       di que' che su da ciel cadêro a tomo.
       Però convien che 'l ciel tanto cammine,
  35   sinché tanta ruina si ristora;
       e poi il moto suo averá fine.
       Allor cessará il tempo, che divora
       ciò che produce il primo moto, il quale
       fa ciò ch'e' figlia, che vivendo mora.
  40   In questo, Cristo altèro e triunfale
       dirá:--Surgete, o morti, della fossa:
       venite alla sentenzia eternale.--
       Allor ripiglieran la carne e l'ossa
       li rei oscuri, e i buoni con splendori
  45   per la vertú della divina possa.
       Sí come gli arbor, che perdon li fiori
       nell'autunno e perdono ogni foglia
       e paion morti e senza vivi umori,
       talché 'l coltivatore anco n'ha doglia
  50   che paion secchi, e quasi si dispera
       che mai su d'elli piú frutto ne coglia:
       poi la vertú del sol di primavera
       li fa di frondi e fiori adorni e belli,
       e rivivisce in lor la morta cèra;
  55   cosí li corpi sfatti negli avelli
       resurgeranno in istato felice
       co' membri interi insino alli capelli.
       Come di polve nasce la fenice,
       che arde sé e del cenere stesso
  60   giovin resurge, sí come si dice;
       e cosí 'l corpo, sotto terra messo,
       suo spirito averá da quel che viene
       da prima infuso ed al corpo concesso.

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