Pagina:Frezzi, Federico – Il quadriregio, 1914 – BEIC 1824857.djvu/338


il terzo è sovvenire al bisognoso,

       ché ogn'ardua indigenzia può dir «mio»
  30   di quel che crudeltá gli tien nascoso.
       Tre debiti a colui, il qual è rio:
       cioè correzion, quando si spera
       ch'egli si mendi e si converta a Dio.
       E, nel mal far se indura e persevéra,
  35   tagli col ferro e con la spada nuda
       il membro infetto la Vertú severa.
       Né per questo si debbe chiamar cruda,
       mozzando il morbo ch'alla morte mena:
       convien che la piatá gli occhi vi chiuda.
  40   Severitá adunque a dar la pena
       prima conviensi, e poi ch'anco sia mista
       colla compassion, ch'ira raffrena.
       E tre al buon, il qual virtú acquista,
       ché chiunque può, tenuto è dargli aiuto,
  45   ch'addietro non ritorni o non desista;
       ché spesse volte l'arbor ho veduto
       crescere ratto e far frutto tantosto
       per buon conforto e cólto, ch'egli ha avuto;
       e forse un altro, presso a quello posto,
  50   perch'è negletto o che ha terreno asciutto,
       sta senza frutto ed a mancar disposto;
       e, benché paia smorto e giá distrutto,
       il cólto e buon letame alle radici
       el fan fiorire e fanli far buon frutto.
  55   Quanti sarían per la vertú felici,
       che, desviati, ovver per mancamento,
       son pervenuti a bassi e vili offici!
       Alla vertú, venuta a compimento,
       debito solve chiunque onor gli rende
  60   d'atti e parol, di loco e reggimento.
       Non mai vertú, che di splendor s'accende,
       si debbe por a basso o sotto scanno,
       ma suso in alto, ov'ella piú risplende.