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       Ed ella a me:--Colui, che festa e riso
       riceve qui per la vertú che vince,
       or ora debbe andare in paradiso.
       Ed è concesso a lui che passi quince,
 140   che 'l suo valore a te sia manifesto:
       chiamato fu 'l cortese signor Trince.
       Innanzi a quell'Urbano, il qual fu sesto,
       sotto il vessillo scritto in libertade,
       che servitú per chiosa ebbe nel testo,
 145   tutte sue terre e tutte sue contrade
       di santa Chiesa a lei volson le piante
       e rivoltônsi con lance e con spade.
       Ma questo con pochi altri fu costante,
       e tra quei pochi di costui apparse
 150   la fede ferma piú che diamante;
       tanto ch'egli per questo il sangue sparse,
       drizzando a Dio il core e le sue mani,
       che 'n liberalitá mai fûnno scarse.
       Per questo greci, dardani e romani
 155   l'aspergono di fior, come tu vedi,
       e fangli festa in questi grati piani.
       --O sacra dea--diss'io,--se mel concedi,
       andrò a lui, e reverente e chino
       abbracciar voglio i sui amorosi piedi;
 160   ché 'l suo figliol dal mondo pellegrino
       quassú salir mi mosse: egli mi manda:
       per lui messo mi son in 'sto cammino.
       --Consentirei--respuse--a tua dimanda;
       se non che su nel ciel tu 'l trovarai,
 165   se il core e tua vertú tanto insú anda.--
       In questo sopra lui disceson rai,
       quali il sol la mattina all'oriente
       intensi manda li splendor primai.
       Li tre colle grillande prestamente
 170   insieme in compagnia a lui n'andâro,
       facendo via a lor tutta la gente,

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