Pagina:Frezzi, Federico – Il quadriregio, 1914 – BEIC 1824857.djvu/303


Allora è santo e vero sacramento,

  65   se in una vera fede egli è fundato,
       in santa pace e in un consentimento;
       se solo a quel buon fine egli è usato,
       pel quale al primaio uom, quando fu fatto,
       la sposa Dio gli trasse del costato.
  70   Se bestiale ovver meretricio atto
       fra lor non si usa, allor è continenza,
       ché fuor de' miei confini e' non è tratto.--
       Poi, come donna che fa reverenza,
       lassando il ballo, tal atto fe' ella,
  75   e prese il quarto canto l'Abstinenza.
       Alzando gli occhi al ciel, quella donzella
       disse:--La mente mia libera e lieta
       sublimo al mio Signor, che mi favella.
       Egli è che spira e che mi fa profeta:
  80   Egli è che ciba me, lui contemplando:
       Egli è che di vertú mi fa repleta.
       Di me all'uomo fe' il primo comando;
       e, quando el ruppe, a morte ed a fatiga
       e tra mille timori el pose in bando.
  85   L'offizio mio quella parte castiga,
       dov'è 'l desio e quel voler ribello,
       che alla legge mental dá sí gran briga.
       Li tre fanciulli ed anche Daniello
       profeti fei, perché funno abstinenti
  90   e parlavan con Dio, com'io favello.
       Avventurate giá l'antiche genti,
       a cui il pasto delle giande ed erbe
       fe' 'l viver lungo e san senza tormenti!
       Ora li cibi e le mense superbe
  95   son sí cresciuti, che la vita brieve
       è inferma e poca e pien di doglie acerbe.
       Ora, se innanzi al pranzo non si beve,
       pare altrui pena; e troppa dilicanza
       fa che 'l cibo comune al corpo è grieve.

p. 298

 100   Il