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CAPITOLO V

Della virtú della continenza e delle sue spezie, e dell'astinenza.


       Cominciò Continenza il terzo canto,
       quando l'onesta Parcitá si tacque;
       e prima gli occhi alzò al cielo alquanto,
       dicendo:--A Dio verginitá sí piacque,
   5   che lei elesse sposa, in lei discese,
       quando di vergin madre al mondo nacque.
       A san Ioanni l'angel fu cortese
       per la verginitá, a lor sirocchia,
       quando, di terra su levando, el prese,
  10   dicendo:--Su, su, lieva le ginocchia:
       fratelli e servi siamo in quel Signore.
       che ciò, che è futur, presente adocchia.--
       Non pure il cielo a lei fa onore,
       ma l'universo ed ogni creatura
  15   alla bellezza di tanto valore.
       Subietti stanno a lei, quando scongiura.
       li maladetti piovuti da cielo,
       per forza, per amore o per paura.
       La vergin sacra giá accese il velo
  20   nel foco estinto; e l'altra la gran nave
       trasse con un capello d'un sol pelo.
       Il capricorno sí feroce e grave
       da lei pigliar si lassa, ed ella el regge;
       e segue lei mansueto e soave.
  25   Ma, perché è scritto nell'antica Legge:
       «Crescete insieme vo' e moltiplicate»,
       come in quel testo piú volte si legge,

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