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100 Dell'altre cose, che qui saper vuoi,

       elle diranno co' lor dolci canti,
       una cantando pria e l'altra poi.--
       Clemenzia, al cielo alzando gli occhi santi,
       un canto cominciò tanto soave,
 105   piú che mai musa, che cantar si vanti.
       --Non ha peccato--disse--tanto grave,
       che dell'intrar a te, Signor e Dio,
       chiunque si pente non trovi la chiave;
       ché se' sí mansueto e tanto pio,
 110   che tua clemenzia il peccator soccorre,
       pur ch'e' si penta e non voglia esser rio.
       La tua piatá, che a vendicar non corre,
       a quel che volle a te assomigliarse
       e la sua sede a lato alla tua porre,
 115   pur ch'e' volesse ancora umiliarse
       alle tue braccia, dicendo:--Peccai,--
       ad abbracciarlo non faríale scarse.
       Per questo, o Signor mio, saper mi fai,
       che sempre si perdoni a chi si pente;
 120   al superbo non si perdona mai.
       Quando al ciel venne il grido della gente
       di Sodoma e Gomorra e di lor setta,
       tu descendisti a vederlo presente;
       ove m'insegni ch'io non creda in fretta,
 125   quando la fama il peccator condanna,
       e tardo e con piatá faccia vendetta.
       Per questo tu ponesti, o santo Osanna,
       l'asprezza della verga dentro all'arca
       colla dolcezza insieme della manna.
 130   La Maddalena, o sommo Patriarca,
       tu ricevisti pio e mansueto,
       quando a te venne di peccati carca,
       e del suo cor compunto e del suo fleto
       piú ti pascesti che su nella mensa
 135   del fariseo, e piú staesti lieto.

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