Pagina:Frezzi, Federico – Il quadriregio, 1914 – BEIC 1824857.djvu/290


Ivi ogni senso si rallegra e gode,

       alla verzura si conforta il viso,
       l'orecchie a' canti degli uccelli, ch'ode.
       Rallegra tutto il cor quel paradiso;
 140   ivi ogni cosa intorno m'assembrava
       un'allegrezza di giocondo riso.
       La doppia scorta, la qual mi guidava,
       si movea innanti, ed io seguía lor piante
       e con diletto lá e qua mirava.
 145   E, quando fummo andati alquanto avante,
       trovammo in giro un ampio ed alto muro,
       ch'avea le torri di duro diamante.
       Elia mi disse:--Qui l'intrare è duro,
       se l'uomo in prima non si gitta a terra
 150   e se:--Peccai--non dice col cuor puro.
       Allor colei, che la porta apre e serra,
       gli dá l'entrata e fagli anco la scorta;
       e chi senza lei andasse, il cammin erra.
       Ella ti menerá sino alla porta;
 155   dentro la Temperanza troverai,
       che gl'impeti rifrena e 'l troppo accórta.--
       Per questo al duro muro m'appressai.


p. 285