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e ch'egli porta le saette d'oro,

  65   e Pluto innamorò, quando gli piacque,
       e Iove fe' mutar in cigno e toro.
       Di questo anco si dice ch'egli nacque
       di quella che fu data a dio Vulcano,
       nata de' membri osceni in mezzo all'acque.
  70   E dal ver, forse, questo non è strano;
       ché di Venus, cioè concupiscenza,
       nasce Amor cieco, fanciullesco e vano;
       e da quel nasce poi la rea semenza
       di molti vizi, a' quai lussuria induce.
  75   E, perché n'abbi perfetta scienza,
       sappi che la Natura e l'alto Duce
       ad alcun fin perfetto ha ordinato
       ogni appetito che 'n voi si produce.
       E, se da quel buon fin è disviato,
  80   quanto quel fine ha piú perfezione,
       chi erra in quello fa maggior peccato.
       Tra tutte cose uman, che sonno buone,
       la meglio è conservar l'umana spece,
       prima nell'esser, poi in coniunzione.
  85   Ed a questi duo fin l'alto Dio fece
       l'appetito lascivo: a questo solo,
       ed a null'altro fine usarlo lece.
       Di questo al padre nasce il bel figliolo
       e tutta prole umana, il degno frutto
  90   fatto a laudare Dio nell'alto polo.
       E, se questo buon fin fusse distrutto,
       mancaría l'uomo, amore e parentele
       e stato di vertú verría men tutto.
       Adunque quel peccato è piú crudele,
  95   dal qual questo buon fine è impedito;
       e questa specie a Dio piú è infedele.
       Questo è il vizio nefando subdomito,
       pien di vergogna detestando scelo
       e strazio umano e infernale appetito,