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       Di coltei sanguinosi armôn le mane;
       e le gran serpi, ch'avean nelle teste,
  30   soffiavan gracilando come rane.
       Di ferro arruginato fên le veste
       e di ceraste fenno le cinture,
       col morso e col venen troppo moleste.
       Quand'io vidi mutar le lor figure,
  35   conobbi le tre Furie infernali,
       a sé ed anche altrui amare e dure.
       Di pipistrello avean le lor brutte ali,
       e 'l collo e 'l dosso avvolti di serpenti,
       con viste acerbe, crudeli e mortali.
  40   --Queste, che mordon se stesse co' denti,
       sonno dell'ira il vizio triforme:
       in cotal modo ell'usan tra le genti.
       Quella che nella vista è men difforme
       e che par men molesta in questo loco
  45   e che si desta e poi ratto si addorme,
       è l'Ira prima: è lieve e dura poco,
       sí come fiamma accesa nella stoppa
       tosto si lieva, e poi s'estingue il foco.
       E, benché nel durare non sia troppa,
  50   il colpo furioso, quando coglie,
       non fa men male a chi in quello s'intoppa.
       E questa tra le case si raccoglie
       e tra la turba pronta e garrizzaia
       e tra gli amici, il marito e la moglie.
  55   L'altr'Ira è dentro, e di fuor non abbaia,
       ma pensa far vendetta e non favella,
       sol perché l'ira di fuor non appaia.
       Questa è chiamata Ira amara e fella;
       cerca vendetta e nel cuor si richiude;
  60   e poscia alfin si placa e non flagella;
       ché, benché pensi le vendette crude,
       passando il tempo lungo, e l'ira passa
       e le man placa, pria di piatá nude.

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