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 100   Avea i peli canuti ad ogni orecchia;
       è dispiacente sí, che a lei appena
       la Morte in displicenzia s'apparecchia.
       Malanconia e fame seco mena;
       e per suoi damigelli avea gaglioffi;
 105   e di miseria la sua corte è piena.
       E barattieri ha seco e brulli e loffi
       e quelli a cui non fa bisogno punga,
       e nudi che sospiran con gran soffi.
       Per questo van fuggendo tanto a lunga,
 110   e la fatica mai non li fa stanchi:
       tanto han timor che costei non li giunga.
       Il loco, ove fuggíano, io mirai anchi
       e vidi l'altra corte, dove vanno,
       ove lor pare alquanto esser piú franchi.
 115   Lí stava una regina in alto scanno
       ed era grande in forma gigantea,
       e vestita era d'oro e non di panno.
       E, benché fosse adorna come dea,
       nientemeno avea volto lupardo
 120   e la sua vista traditrice e rea.
       Mentr' i' a vederla ben drizzai lo sguardo,
       io vidi cosa, ch'il creder vien meno;
       ma io 'l dirò, e non sarò bugiardo.
       Vidi che della poppa del suo seno
 125   lattava e nutricava un piccol drago;
       ma ben parea a me pien di veneno.
       Mentre el suggea desideroso e vago,
       da quel, ch'egli era pria, si fe' piú grande
       che un grosso trave rispetto d'un ago.
 130   Allor richiede aver maggior vivande,
       ché tutto il latte, che la madre stilla,
       non basta al grande iato, ch'egli spande.
       Però, affamato, prende la mammilla
       e cava il sangue, e quel convien che suchi;
 135   e, perché è poco, il venen disfavilla.

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       --Convien