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E giá Atalante dietro le sue spalle

       posto avea Febo e facea il giorno nero;
  30   ed io pur oltre per lo duro calle,
       senza riposo; e solo avea il pensiero
       a ritrovarla per la selva oscura,
       piena di spine senz'alcun sentiero.
       Se sol di notte non avea paura,
  35   Amor è quel che da fortezza altrui
       nelle fatiche e l'animo assicura.
       Tra l'aspre selve e tra li boschi bui
       tutta la notte andai cercando intorno
       insin che in un vallon venuto fui.
  40   E quasi su nel cominciar del giorno
       trovai un mostro, maladetta fera,
       coll'arco in mano, e avea al petto un corno.
       Il petto e 'l volto suo tutto d'uomo era,
       il dosso avea caprin fino alla coda,
  45   con quattro piedi e colla pelle nera.
       Un satiro era questo pien di froda:
       e satir detti son malvagi e falsi,
       che fanno inganni con lusinghe e loda.
       E fauni ancora stan tra quelli balsi
  50   ed hanno umani i petti ed anco i volti;
       l'altro è bovino, e vanno nudi e scalsi.
       E semicervi ancora vi son molti,
       ingannatori ed animal perversi,
       pur ch'altri con lor usi e che gli ascolti.
  55   Dal satir, che scontrai, con dolci versi
       sí lusingato fui e sí sottratto,
       che tutto il mio amor gli discopersi.
       Ché quando vidi un mostro cosí fatto,
       in man per mia difesa presi il dardo,
  60   che la bella Filena a me avíe tratto.
       Ed egli il riconobbe al primo sguardo
       ch'io l'avea dalla ninfa di Diana;
       onde parlò come falso e bugiardo: