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       Sempre pallida sta e sempre trista;
       ma, quando vede il male over che l'ode,
  30   alquanto ride e rallegra la vista.
       Di vipera è la carne ch'ella rode;
       e ben è ver che mangia carne umana;
       ma solo quando pute, gli fa prode.
       Però la carne, ch'è pulita e sana,
  35   prima la imbrutta, corrompe e disquarcia,
       e, quando pute, nel ventre la 'ntana.
       E come mosca è avida alla marcia,
       cosí è ella ghiotta di bruttura:
       di questo il ventre e la bocca rinfarcia.
  40   Quando a sí brutta cosa io ponea cura,
       gli uscí un dimon di bocca quatto quatto
       e tra le genti andò come chi fura.
       E del venen, che di lei avea tratto,
       mise all'orecchie a quelli e parol disse;
  45   e poi, ov'era pria, ritornò ratto.
       Parve che quel venen al cor corrisse;
       come licor che per condotto vada,
       mi parve che alle man poi riuscisse.
       Nel core un drago, ed in man si fe' spada
  50   puntuta quant'un ago e sí tagliente,
       quanto rasoio suttilmente rada.
       Il drago, che nel cor occultamente
       era rinchiuso, le man furiose
       fece ad ognun de tutta quella gente.
  55   Io vidi poi molt'anime ulcerose,
       piene di schianze siccome il mendíco,
       che alla porta del ricco invan si pose.
       In questo uscí, 'n men tempo ch'io non dico,
       l'altro diavolo come un traditore,
  60   che nuocer vuole, mostrandosi amico.
       Trasse l'Invidia allor tre lingue fòre
       sí lunghe, che un'asta all'altra posta,
       al mio parer, non sarebbe maggiore.

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