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       Cosí le dita sue da me distorsi,
       che m'avean preso; e sí me dilungai,
       che cento passi e piú a lunga corsi.
       Quando sei spenta, ancor potenzia hai,
  65   o gran superbia! Per questo fui preso,
       ché d'esto scampo io me ne gloriai.
       Chinossi allora, tutto d'ira acceso,
       il crudel mostro, e con la man feroce
       volea levarmi nell'aer sospeso.
  70   Allor gridò la dea ad alta voce:
       --Abbassa a terra!--Ed i' a terra mi diede
       col ventre e il volto e colle braccia in croce.
       Cosí prostrato, entrai di sotto al piede
       del gran superbo, col qual chiude il calle,
  75   il qual senza battaglia mai concede.
       Per questo a terra giú diede le spalle
       e nel pian cadde con sí gran fracasso,
       che tremar fece tutta quella valle.
       Quando vidi caduto Satanasso
  80   cosí prostrato, io misi la mia testa
       ed intrai su la via per l'arto passo.
       Come alli vincitor si fa gran festa,
       tal fece a me la scorta onesta e saggia:
       poscia si mosse insú veloce e presta.
  85   Prese la via per la pendente piaggia
       e disse:--Vieni e sempre alla 'nsú sali,
       ed alla 'ngiú nullo tuo passo caggia.--
       Mentr'io movea alla 'nsú del desio l'ali,
       ed io sentii a me gravar le penne
  90   da una che dicea:--Vo' che giú cali.--
       La mia persona abbracciata mi tenne,
       tirandomi alla 'ngiú con tale scossa,
       ch'appena ritto il piede mi sostenne.
       E del salir sí mi tolse la possa,
  95   che, andando insú, io non potea seguire
       la scorta, che a guidarmi s'era mossa.

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